Ciao e benritrovati a tutti
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Entro subito nel vivo dell’argomento… Sacrificio e senso del dovere, soffermati un attimo a pensarci.
Quante cose nella tua vita fai per dovere? Devi lavorare, devi pulire casa, devi cucinare, devi accompagnare i bambini a scuola, devi aiutarli a fare i compiti, devi sempre fare questo e devi fare sempre quell’altro, e che …..!
Che fine ha fatto il piacere e il godersi la vita? Sappiamo ancora goderci la vita o siamo completamente immersi nei nostri DEVO?
Prima di andare avanti ti scrivo le definizioni, tratte da due diverse fonti, della parola dovere:
Wikipedia: Il dovere (dal latino debere, derivato a sua volta dalla preposizione de, ‘da’, e dal verbo habere, ‘avere’) è il comportamento imposto da una norma. Poiché esistono diversi tipi di norme – giuridiche, morali, religiose ecc. – si avranno altrettanti tipi di dovere.
DizionariCorriere.it: Legge morale, non necessariamente scritta ma comunque riconosciuta dalla coscienza, che impone di osservare gli impegni che ognuno contrae con gli altri per il fatto stesso di vivere in società.
E tu che significato dai alla parola dovere? Ti ritrovi con quello che hai appena letto?
Per quanto la parola dovere abbia anche un accezione positiva, ho riscontrato troppe volte nelle sedute di Theta Healing che il nostro inconscio e la nostra mente fanno invece solo questa associazione:
DEVO=SACRIFICIO/OBBLIGO
questo perché ci è stato così inculcato che “la vita è duro lavoro”, “la vita è sacrificio”, “le cose nella vita te le devi sudare”, eccetera, eccetera… che l’associazione positiva è andata completamente perduta :-/, e poiché siamo programmati esattamente in questo modo, indovina: com’è la tua vita?
Siamo così abituati alla forma pensiero del sacrificio che usiamo ‘devo’ persino quando facciamo attività ludiche.
Quante volte hai detto o pensato “devo andare a cena fuori”, “devo andare dal parrucchiere”, “devo uscire con le mie amiche”?
Pensa a quali emozioni ti suscita la parola “devo” e a cosa provi quando qualcuno ti dice “devi…!”, io credo che sarà molto difficile che ti venga in mente una qualche associazione positiva, poi naturalmente ci possono essere delle eccezioni…
Esiste un modo molto efficace per comprendere quanto sei immerso nella forma pensiero “la vita è sacrificio”
ASCOLTATI MENTRE PARLI!
Quante volte parlando di te stesso ripeti DEVO? Quante volte rivolgendoti agli altri usi la parola DEVI? Quante volte lo pensi?
È importante diventarne consapevole soprattutto in relazione all’associazione emotiva che ne fai.
Ora ti svelo un esercizio che può aiutarti a “sganciarti” da questa forma pensiero.
Innanzi tutto, come ti dicevo prima, impara ad ascoltarti, poi cerca un modo alternativo per esprimerti che non includa ‘devo’ o ‘devi’.
All’inizio potrà sembrarti complicato, ma vedrai che poi diventerà naturale.
Ti faccio alcuni esempi di frasi molto comuni con le loro possibili sostituzioni:
devo uscire –> esco oppure vado a …
devi fare …! –> potresti fare ….?
devo andare in piscina, devo cucinare, devo fare le pulizie, … –> ho un sacco di cose da fare: andare in piscina, cucinare, fare le pulizie, …
Noti la differenza? Man mano che ti alleni e ti impegni, ti sganci dal vedere la vita come un sacrificio e impari a viverla con meno senso dell’obbligo, così se sei abituato a pensare “devo cucinare” (=sono obbligato a cucinare/cucinare è un sacrificio) potresti ritrovarti a pensare dopo l’applicazione costante di questo esercizio “cosa mangio oggi?” (=come posso prendermi cura della mia alimentazione oggi?).
Pensare e parlare in un modo piuttosto che in un altro fa la differenza anche nella comunicazione.
Se ti rivolgi agli altri usando troppi ‘devi’, ti posso assicurare che chi ti sta di fronte difficilmente ti darà ascolto… pensa se un’altra persona si rivolgesse a te ripetendoti in continuazione “devi, devi, devi”… tu le daresti ascolto? Non credo proprio! Quello che viene incosciamente recepito è sacrificati, fai un sacco di fatica, sei obbligato a…
Certo questo non vuole essere un invito a non usare più questa parola, non ci dimentichiamo della sua accezione positiva.
Inoltre, a volte può rendersi necessario ricordare a noi stessi e agli altri le responsabilità assunte, a volte potremmo voler esprimere con un ‘devo’ la fatica che proviamo nel fare una determinata cosa, semplicemente a volte ci sono degli obblighi da rispettare e dei sacrifici da fare ed è bene ricordarlo a sé stessi e comunicarlo agli altri, ma A VOLTE e soprattutto quando è necessario e non sempre! Altrimenti trasformi la tua vita in fatica costante e appesantisci quella di chi ti sta intorno.
Usa con consapevolezza questi termini, il primo passo è fare l’esercizio di non utilizzarli, poi quando ti sarai “disintossicato” vedrai che, anche se ci saranno delle situazioni in cui li dovrai usare, la cosa sarà molto diversa anche a livello di ascolto da parte degli altri.
Facendo questo esercizio ti accorgerai del potere trasformante che possono avere le parole soprattutto nella percezione della propria realtà.
Un abbraccio e mille grazie a tutti voi che mi leggete
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A presto.
Maria
Ps. lascia pure un tuo commento, ti risponderò il prima possibile




Grazie Maria,
hai evidenziato in modo semplice e comprensibile, quanto potere contenga in sé una parola, cui magari non diamo neanche troppo peso, per abitudine, per disattenzione o semplicemente per ignoranza.
Basta veramente poco per trovare delle leve che migliorino la percezione della qualità della vita!
un abbraccio
lucia
Grazie Lucia,
Un abbraccio anche a te
Maria
Che bel post Maria, davvero molto interessante.
In effetti mi rendo sempre più conto di come il nostro vocabolario è intriso di condizionamenti e agganciato pesantemente a forme pensiero depotenzianti. Purtroppo difficilmente siamo consapevoli del vero significato delle parole che pronunciamo.
Mi vien in mente l’espressione “valer la pena” che usiamo constantemente anche per situazioni piacievoli: Ne è valsa proprio la pena andare al cinema stasera, il film era meraviglioso!” Ma quale pena se il film era meraviglioso… ne è valso il piacere semmai.
E questo “dovere” è davvero onnipresente. A me piacerebbe sostituirlo con i verbi voglio, desidero, mi impegno a… insomma espressioni che indicano che l’azione parte dalla mia volontà e non da una imposizione esterna. E’ anche questo un modo di riperendere il proprio potere. Grazie mille per questo insegnamento! Un abbraccio
Anna
Grazie del commento Anna,
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se hai pensato già alle possibili sostituzioni delle frasi in cui normalmente usi “devo”, sei già a metà strada
Ora ti resta di impegnarti nella sostituzione concreta che è la parte un po’ più difficile soprattutto se dire “devo” viene spontaneo e naturale, ma l’intenzione unita alla giusta motivazione portano sempre buoni risultati.
Un abbraccio.
Maria
Ciao Maria
Molto bello e utilissimo questo post!
ma da adesso in poi ci starò molto attento e cercherò di dirlo il meno possibile
Devo ammettere che purtroppo sono un adi quelle persone che è stata abiutata con troppi DEVO
Un abbraccio dal cuore, Simone.
Grazie Simone
Hai pensato a come sostituire “devo”?
Uno dei modi in cui l’ho fatto io è stato eliminare il “devo” iniziale e usare il verbo successivo al presente.
Per esempio: devo andare a scuola –> vado a scuola.
Naturalmente questo è soltanto un mio suggerimento, poi ognuno trova la formula giusta per sé stesso.
Un abbraccio.
Maria
Per il momento sto cercando di cambiare la parola Devo con dovrei, dovresti, potrei e potresti… ma grazie acnora per questo altro suggerimento
Un abbraccio dal cuore a tutti quelli che leggono
Simone.
Wow Maria grazie mille!
mi hai fatto riflettere su come tanti condizionamenti inconsci passino attraverso le parole che usiamo continuamente senza che nemmeno ce ne accorgiamo. Voglio proprio provare l’esercizio di ascoltare come quando e quante volte uso le parole “devo”, “dovere”, sono curioso di vedere che viene fuori…
grazie ancora, un abbraccio a te!
Marco
Ciao Marco, che bel entusiasmo che hai
hai centrato il punto della questione, attraverso le nostre parole esprimiamo i nostri condizionamenti inconsci e questo vale anche per parole diverse da “devo”.
Anna ha fatto un buon esempio con l’espressione “vale la pena”.
Un abbraccio.
Maria