I principi della Permacultura (seconda parte)

Benritrovati a tutti,

eccomi qui a continuare l’argomento iniziato nel precedente articolo :-D ,

Brevemente riassumo quanto detto in precedenza:

  • Il principio fondamentale della permacultura è la progettazione che si basa sull’osservazione dei sistemi naturali e quindi la creazione di un tipo di agricoltura in armonia con la natura. Si tratta di una progettazione etica che rispetta e si integra con la natura e implica responsabilità. ……………………………………………………………………………………………………………………………………
  • La regola numero uno per un efficace ed efficiente progettazione è: CONSIDERARE LE CONSEGUENZE A LUNGO TERMINE DELLE PROPRIE AZIONI E PIANIFICARE IN DIREZIONE DELLA SOSTENIBILITA’. …………………………………………………………………………………………………….
  • I primi 6 principi della permacultura sono: ubicazione relativa, ciascun elemento svolge funzioni molteplici, ogni funzione importante è supportata da più elementi, pianificazione energetica efficiente, uso di risorse biologiche, il ciclo dell’energia.

Eccoti il link diretto per leggere il precedente post: CLICCA QUI! Mentre adesso proseguiamo con gli altri 5 principi. Buona lettura :-)

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Sistemi intensivi su piccola scala.

Questo concetto secondo me è il futuro dell’agricoltura. ……………………………. Ossia tante piccole realtà agricole che collaborano tra loro e che sostituiscono l’agricoltura estensiva che c’è adesso e che crea molti problemi sia economici che ambientali. Un piccolo sito completamente sotto controllo, con la maggior parte del terreno utilizzata efficacemente e seguendo i principi esposti finora, abbassa tantissimo l’impatto ambientale e produce frutta, verdura e carne di qualità senza l’utilizzo di pesticidi. E’ un metodo che comporta molto lavoro all’inizio (osservazione, progettazione), ma paga nel lungo termine, perché tutto quello che viene speso in termini anche di fatica iniziale viene poi ricompensato da un sistema che dura nel tempo, essendo pensato per auto alimentarsi e sfruttando intelligemente le risorse disponibili, riduce al minimo l’intervento umano rispetto alla normale agricoltura convenzionale.

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Accellerare la successione e l’evoluzione.

Nella permacultura si cerca di dirigere e accelerare il processo naturale di successione dell’ecosistema per creare, nel minor tempo possibile, l’habitat più adatto alle specie che si vogliono coltivare nel rispetto dell’ecosistema stesso, anziché intervenire con lavorazioni che comportano molto dispendio energetico e inquinamento. Si può raggiungere questo obiettivo utilizzando la vegetazione già presente, introducendo piante autoctone, innalzando il contenuto di sostanza organica e introducendo nel sistema al contempo, a varie fasi e livelli, le piante utili che vogliamo coltivare.

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Diversità.

Contrariamente ai sistemi monocolturali a cui assistiamo oggi con l’attuale agricoltura convenzionale, in permacultura (ma anche in altre tecniche colturali alternative) si scelgono sistemi policolturali. I sistemi agricoli misti sono più stabili di quelli monocolturali anche dal punto di vista economico.  Naturalmente, affinché sia stabile, il sistema policolturale dev’essere composto da specie cooperative e che non si danneggiano a vicenda. …………………………….. Se si vogliono coltivare elementi diversi, si possono separare gli elementi dannosi con piante o strutture apposite. La diversità, quindi, non è legata al numero di elementi differenti, ma al numero di connessioni funzionali. …………… Un sistema agricolo concepito in questo modo, unitamente ai principi già esposti, contribuisce al controllo dei parassiti e delle infestanti e protegge l’intero sistema.

margine1

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Effetto margine.

Che cos’è un margine? Un margine, o meglio, una zona di margine, è una zona di confine tra due sistemi ecologici come quella tra orto e frutteto, oppure tra terra e acqua, o bosco e pascolo, gli esempi possono essere molteplici. ……….... Le zone di margine sono molto produttive perché consentono di utilizzare le risorse provenienti da entrambi i sistemi ecologici. Il discorso è molto simile a quello espresso nel principio di “ubicazione relativa”. ……….. Costruendo, ad esempio, case in una zona di margine posso utilizzare le risorse di più ecosistemi. Naturalmente l’esempio appena fatto ha senso se l’uomo preserva i benefici della natura anziché distruggerli (vedi un po’ come siamo messi in Italia: uno dei paesi più cementificati al mondo :-/). ………………. La zona di margine, comunque, può avere molteplici funzioni e serve anche a delimitare e controllare efficacemente i diversi settori dell’intero sistema.……….. Anche la forma del margine può essere progettata in modo da ottenere il massimo vantaggio da essa.

permacultura

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Principi attitudinali.

Questi principi a differenza dei precedenti riguardano maggiormente le persone e le loro attidudini piuttosto che l’agricoltura. ………………………………………………………. Il primo principio è “ciascuna risorsa può costituire un vantaggio o uno svantaggio secondo l’uso che se ne fa. Quindi ogni cosa funziona nelle due direzioni”. Uno svantaggio o un problema può diventare una risorsa se riusciamo a trovare il modo per farne uso positivamente e questo introduce il secondo principio attitudinale perché per riuscire a fare questo servono informazioni e immaginazione. Per la buona riuscita di un sistema è necessario utilizzare la capacità di ricavare informazioni ed elaborarle, oltre alle risorse fisiche e questo si riaggancia all’inizio del precedente post in cui ho iniziato a parlare dell’argomento perché l’osservazione e la progettazione sono l’anima della permacultura.

Mi ha fatto piacere parlarti di questo argomento che sento molto dentro :-)

Sentiti libero di esprimere la tua opinione nell’area commenti.

Un abbraccio :-)

Maria

I principi della Permacultura

Era da un po’ di tempo che pensavo di riprendere un argomento che avevo lasciato in sospeso e di cui i miei lettori avevano mostrato interesse.

Sebbene all’inizio io considerassi la Permacultura fuori tema rispetto a quello che è il mio blog, un mio lettore mi ha fatto notare che è invece un argomento in tema e infatti ripensandoci, non posso non chiedermi: cosa c’è di più bello della natura? Niente a questo mondo esprime meglio della natura il concetto di bellezza! E i principi della permacultura si possono applicare in quasi ogni ambito.

Prima di iniziare, mi scuso per la lunga assenza.

Ho dovuto lavorare molto all’interno dell’Associazione e purtroppo prevedo che continueranno le lunghe assenze, ma mi piace troppo dialogare con voi e mi sto impegnando per riuscire a portare avanti questo progetto.

Presto però arriveranno novità anche sul web :-)

 

Quindi eccomi qui, adesso, a proseguire l’argomento Permacultura.

Nel mio primo articolo ho introdotto la Permacultura traendo spunto dal libro di Bill Mollison e Reny Mia Slay “Introduzione alla Permacultura“.

Per continuare il discorso parlerò dei principi fondamentali di questa tecnica e mi spiace un po’ rimanere sul generale, ma quando si parla di agricoltura ci sono talmente tante possibili varianti che è impossibile fare altrimenti…

Non tratterò tutti i principi in questo articolo perché altrimenti diventerebbe troppo lungo, perciò dedicherò 2 articoli a questo argomento.

Fiore della permaculturaIl principio fondamentale della permacultura è la progettazione che si basa sull’osservazione dei sistemi naturali e quindi la creazione di un tipo di agricoltura in armonia con la natura.

Si tratta di una progettazione etica che rispetta e si integra con la natura e implica responsablità.

La responsabilità di pensare alle conseguenze delle proprie azioni e alle ripercussioni che avranno a lungo termine. Personalmente penso che questo principio debba diventare la filosofia di vita di ciascuno, ma tornando al metodo, la regola numero uno per un efficace ed efficiente progettazione è:

CONSIDERARE LE CONSEGUENZE A LUNGO TERMINE DELLE PROPRIE AZIONI E PIANIFICARE IN DIREZIONE DELLA SOSTENIBILITA’.

E’ un metodo che si basa sulla cooperazione anziché sulla competizione.

Ma iniziamo a parlare dei principi della permacultura…

I pricipi della permacultura sono 11, tutti strettamente interconnessi e collegati tra di loro. In questo articolo ti espongo i primi 6, gli altri li troverai nel prossimo articolo. Eccoli…

 

Ubicazione relativa.

Ogni elemento di un sistema, per funzionare efficacemente e al meglio deve essere ubicato nel posto giusto. Se in fase di progettazione vengono considerate le relazioni che  i vari elementi di un sistema hanno tra loro si può ottenere il meglio da ciascuno di essi. Una barriera frangivento naturale, ad esempio, non ha senso se non è ubicata esattamente dove arrivano le correnti.  Una cisterna collocata a monte dell’abitazione può permettere di utilizzare l’acqua senza ricorrere all’elettricità, consentendo un certo risparmio energetico. Anche la collocazione di uno stagno può dare il massimo dei vantaggi se è nel posto giusto.

Ciascun elemento svolge funzioni molteplici.

Naturalmente questo principio è strettamente interconnesso al precedente, perché l’ubicazione oltre alla scelta  permette a quell’elemento di svolgere quante più funzioni possibili. Lo stagno (per rimanere sullo steso esempio) può svolgere diverse funzioni, oltre a modificare il microclima può essere utilizzato per l’acquicoltura mentre una barriera frangivento può essere costituita da alberi che migliorano il terreno o che producono frutti commestibili.

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Ogni funzione importante è supportata da più elementi.

Anche per spiegare questo principio ti faccio un esempio: lo scopo principale di un orto è quello di soddisfare il proprio fabbisogno di cibo (funzione importante), quindi affinché questa funzione possa essere espletata al meglio organizzerò l’orto in maniera che possa fornirmelo sempre, piantando diverse specie vegetali, fornendogli adeguata protezione, e strutturando ogni elemento in modo che l’intero sistema riduca al minimo il mio intervento anche in termini di concimazione. Quindi la funzione dell’orto è supporta da più elementi.

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Pianificazione energetica efficiente.

Questo principio è la logica conseguenza dei precedenti perché sistemando  le giuste coltivazioni  nei punti giusti o in settori specifici si ottiene un certo risparmio energetico, anche in termini di energia e fatica che ci mettiamo noi per mantenere efficiente il tutto. Un’efficiente pianificazione energetica equivale a un’efficiente pianificazione economica. Per fare questo si considerano, oltre alle cose elencate finora, il clima (sole, venti, piogge, flussi di aria calda e fredda, ecc.), l’esposizione della casa e del terreno (punti cardinali), la pendenza. Rientrano in quest’area tutte le tecnologie alternative che generano energia.

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Uso di risorse biologiche.

Qui gli esempi sono tantissimi e vanno dalla concimazione ai sistemi di lavorazione, al controllo dei parassiti… con metodi biologici, ma voglio fare anche un esempio “domestico”, a partire dalle semplici piante in vaso che quasi tutti abbiamo in casa. Anziché concimarle con i fertilizzanti chimici si potrebbero usare i residui organici che inevitabilmente produciamo ogni giorno, organizzando se possibile un’apposita compostiera.

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Il ciclo dell’energia.

ciclo energiaIl ciclo di energia a cui si fa riferimento è quello interno al sistema preso in considerazione e quindi si può riferire, ad esempio, a un singolo appezzamento di terreno con casa annessa o a un’azienda agricola vera e propria. Sia nell’uno che nell’altro caso, uno degli scopi della permacultura è quello di catturare, conservare e utilizzare i flussi energetici prima che essi si degradino in forme non più disponibili per l’uomo (secondo principio della termodinamica).  Infatti, prima che l’energia proveniente da vento, letame, sole, acqua, ecc. fluisca fuori dal sistema, si possono creare dei punti di impiego lungo il percorso che va dalla fonte allo scarico. A primo impatto può sembrare una cosa complessa, ma in realtà non lo è. Questo principio si può riassumere in conservazione o accumulo di energia. Quindi, se prendo ad esempio la fonte di energia acqua, posso sfruttare al massimo questo elemento attraverso dei bacini di raccolta e conservazione che se posti in quota mi danno anche modo di utilizzare ulteriormente la sua energia cinetica (possibilità di avere in casa o in azienda acqua senza l’utilizzo di pompe elettriche). Oppure se voglio sfruttare il vento per accumulare energia userò delle pale eoliche :-) . Naturalmente molto dipende dalla realtà strutturale e climatica del sistema di riferimento.

E con questo principio termino il post, nel prossimo continuerò l’elenco degli altri principi :-)

Un abbraccio e grazie per avermi letto :-)

Maria

 

Solarium

solariumCiao e benritrovato :-)

oggi, come vedi dal titolo ti parlo di uno degli argomenti più discussi nel settore dell’estetica sia femminile che maschile: l’utilizzo delle lampade solari.

Come spesso accade l’informazione di massa, quella di cui parlano TV e giornali non è molto corretta e mette in luce soprattutto gli effetti negativi, effetti negativi che si possono tranquillamente evitare se l’esposizione è gestita correttamente.

Inoltre si parla molto poco dei benefici che arreca l’esposizione ai raggi UV.

Quindi iniziamo con il parlare dei raggi UV, ce ne sono tre differenti tipi con caratteristiche diverse in base alla loro lunghezza d’onda che si misura in nanometri (nm) e che hanno differenti effetti sul corpo umano:

  • Raggi UVA (400-315 nm), sono i raggi con il maggior potere abbronzante e penetrano in profondità nella pelle, fino al derma, sono i maggiori responsabili del precoce invecchiamento cutaneo e aumentano l’incidenza dei melanomi anche se non causano eritemi, tuttavia sono anche in grado di far aumentare la concentrazione di anticorpi nel sangue, migliorando quindi il sistema immunitario. Sono inoltre responsabili della fotossidazione della melanina cioè è grazie a loro che il colore della pelle diventa più scuro quando ci si abbronza.
  • UVB (315-280 nm), hanno meno potere abbronzante rispetto agli UVA e una media penetrazione, possono facilmente causare arrossamenti, scottature eritemi e danni alla pelle. Anche i raggi UVB aumentano l’incidenza dei melanomi, ma stimolano anche la produzione di vitamina D, indispensabile per il corretto funzionamento del nostro organismo. Fanno aumentare lo spessore dello strato corneo (lo strato di pelle che possiamo toccare) aumentando quindi la difesa dagli agenti esterni. Stimolano la produzione di melanina.
  • UVC (280-100 nm), non penetrano in profondità ma restano in superficie, non hanno potere abbronzante e causano solo scottature, non sono utilizzati nelle lampade abbronzanti, le ho aggiunte solo per completezza.

Come puoi vedere dal breve elenco che ho fatto, i raggi UV hanno sia effetti positivi che negativi.

Ma, che cos’è l’abbronzatura? L’abbronzatura è il risultato dei processi di difesa che la nostra pelle mette in atto per proteggersi dai raggi ultravioletti e porta con sé, come hai visto dal precedente elenco, numerosi e importanti vantaggi.

A causa dei vantaggi che i raggi UV apportano, essi vengono utilizzati nella cura di alcune patologie come l’osteoporosi, la psoriasi, l’acne, la vitiligine, il rachitismo. E allora, come si fa a godere dei benefici dei raggi UV senza incorrere nei danni? La risposta è semplice: dosando l’esposizione.

Innanzi tutto va specificato che non siamo tutti uguali, quindi i tempi di esposizione variano in base al proprio fototipo.

Per fototipo si intende una classificazione dei differenti tipi di pelle in base alla quantità e qualità della melanina presente. Per spiegarti nello specifico i diversi fototipi userò wikipedia mentre tra parentesi trovi i miei commenti:

  • il fototipo 1. Soggetti con carnagione molto chiara, spessissimo con efelidi, capelli di colore biondo o rosso, occhi chiari. Questo tipo di pelle è molto sensibile, e sviluppa un eritema evidente ad ogni esposizione al sole non protetta. La reazione ai raggi ultravioletti è elevatissima, con grave rischio di danni permanenti. L’abbronzatura resta molto lieve o del tutto inesistente (A queste persone è sconsigliata l’esposizione ai raggi UV).
  • Il fototipo 2. Soggetti con carnagione chiara, spesso con efelidi, capelli di colore biondo scuro o castano chiaro, occhi chiari o scuri. Questo tipo di pelle è delicato e tende a scottarsi facilmente soprattutto in seguito all’esposizione intensiva al sole. L’abbronzatura è leggera e conferisce alla carnagione un colorito dorato.
  • Il fototipo 3. È il tipo più frequente nei paesi occidentali. Soggetti con carnagione bruno-chiara, capelli di colore castano, occhi chiari o scuri. Questo tipo di pelle può scottarsi in seguito all’esposizione intensiva al sole. L’abbronzatura risulta pronunciata ed omogenea.
  • Fototipo 4. Soggetti con carnagione olivastra o scura, capelli di colore castano scuro o nero, occhi scuri. Questo tipo di pelle è poco sensibile e reagisce raramente all’esposizione intensiva al sole. L’abbronzatura risulta intensa.
  • Fototipo 5. Soggetti con carnagione bruno-olivastra, capelli neri, occhi scuri. Questo tipo di pelle non reagisce mai all’esposizione al sole.
  • Fototipo 6. Soggetti con carnagione nera, capelli neri, occhi scuri. Non vi è differenza di colorazione in base all’esposizione alla luce solare.

fototipi-di-pelle

Per ognuno di questi fototipi il tempo di esposizione ai raggi UV è diverso (tranne per il primo al quale l’esposizione è sconsigliata) e dipende anche dal tipo di macchina che si sta utilizzando, oltre che da altri fattori.

Perciò quando decidi di sottoporti a una seduta di questo tipo, fallo in centri specializzati o comunque in strutture dove è presente personale qualificato (estetista esperta). In questo modo ottieni i vantaggi senza incorrere nei rischi.

Inoltre, è importante seguire alcuni semplici accorgimenti prima di entrare nel solarium.
Innanzi tutto bisogna entrare senza trucco e lavarsi le zone cutanee dove si è applicato del profumo o deodorante, alcuni di questi prodotti cosmetici infatti con l’esposizione ai raggi UV possono causare una reazione fotoallergica o essere causa di macchie cutanee.

Ci sono poi delle controindicazioni, infatti è vietato fare un solarium:

  • se si assumono alcuni tipi di farmaci che possono causare reazioni fotosensibilizzanti o fotoallergiche, di seguito ti elenco alcuni principi attivi che causano questo tipo di reazioni e che si trovano in alcuni farmaci per il diabete, antidepressivi, ansiolitici, antibiotici; eccoli: clorpropamide, furosemide, cloropromazina, tetraciclina, griseofulvina, diazepam, imipramina, nitrazepamum, indometacina, amiodarone. In ogni caso è meglio chiedere al medico se i farmaci che si stanno assumendo possono causare reazioni fotoallergiche.
  • Se sei in gravidanza.
  • Se hai ferite, rossori o infiammazioni cutanee.
  • Se hai un’ètà inferiore ai 18 anni.
  • Se hai molti nei.
  • Se hai tatuaggi.
  • Se ti sei sottoposto ai raggi X da meno di 4 settimane
  • Se soffri di fotodermatiti come ad esempio l’orticaria.
  • Se hai una storia personale di frequenti ustioni solari in età infantile e nell’adolescenza.
  • Se soffri o hai sofferto di neoplasie alla cute.

Infine, ti lascio una serie di link dove potrai trovare maggiori informazioni e approfondimenti a questo articolo :-)

Documento Informativo

Articolo di Tgcom

Articolo di Libero quotidiano

Yahoo Notizie

Articolo di Il Giornale

Prima di salutarti ti faccio gli auguri per queste festività, passale bene qualunque cosa tu scelga di fare. Un abbraccio :-)

Maria

PS: lascia un commento e ti risponderò il prima possibile.

 

 

La donna della Nuova Era

festa della donnaBenvenuti a tutti :-) .

Innanzi tutto AUGURI care lettrici di questo blog per la nostra festa, la festa della donna.

Questa festa è nata come ricorrenza per ricordare una tragedia che storicamente non si è nemmeno sicuri sia avvenuta l’8 marzo 1908, ma che è diventata negli anni a venire uno dei simboli della lotta del femminile per la parità dei diritti.

Le donne hanno di certo fatto molti passi in avanti da allora perlomeno noi donne del mondo occidentale… nel resto del mondo, purtroppo, ci sono ancora molte realtà simili se non addirittura peggiori a quelle che anche noi occidentali avevamo un tempo.

Comunque persino adesso ci sono ancora disparità sociali, restringendo il campo all’Italia, ad esempio, a parità di mansione una donna percepisce uno stipendio più basso rispetto a un uomo, i ruoli di potere sono ancora prevalentemente nelle mani degli uomini e culturalmente le donne sono ancora viste e trattate come quelle che devono “stare al loro posto” mentre gli uomini sono più liberi di esprimersi in tutti i sensi. Le statistiche riguardo alle violenze sulle donne, poi, hanno delle cifre sconcertanti…

Di sicuro a livello sociale si devono ancora fare dei passi in avanti per l’uguaglianza che purtroppo ancora non c’è di fatto anche se molte cose si stanno muovendo in quella direzione. Sperabilmente nella Nuova Era dovrebbe esserci finalmente una reale integrazione tra maschile e femminile, integrazione e non guerra tra i sessi.

Aldilà del discorso socioculturale, politico ed economico, ci sono delle importanti considerazioni di tipo interiore che ogni donna dovrebbe fare secondo me e riguardano i profondi blocchi che ci portiamo dentro.

La repressione che ci ha imposto il patriarcato, infatti, non ha agito solo a livello sociale e politico ma anche negli strati più profondi dell’inconscio.

Nonostante l’emancipazione sociale, ancora viviamo in modo conflittuale e insoddisfacente il rapporto con il nostro corpo, con l’altro sesso, con la nostra sessualità, viviamo male la nostra femminilità in sostanza. E sono davvero poche le donne che possono affermare il contrario.
Cosa possiamo fare? Penso che ognuna di noi dovrebbe fare del lavoro interiore per sciogliere i propri personali blocchi e iniziare a vivere pienamente la propria femminilità, il famoso risveglio del femminile.

I condizionamenti sociali, culturali e religiosi hanno creato un forte senso di indegnità, un eccessivo senso del dovere e sensi di colpa ingiustificati. Fin da bambine la chiesa cattolica ci insegna che il sesso è sbagliato, sporco e bisogna farlo solo per procreare. Se vivi molte relazioni sei considerata una poco di buono, per non parlare dell’idea che la donna debba essere “l’angelo del focolare” e quindi non debba divertirsi, fare soldi, fare carriera e godersi la vita, ma solo occuparsi della casa, dei figli e del marito.

Forse leggendolo potrà sembrarti un discorso superato, ma è così solo per la nostra mente conscia, in realtà è verità per l’inconscio.

E sono condizionamenti talmente forti che al di là dell’inconscio collettivo e delle forme pensiero, li ereditiamo direttamente anche sottoforma di irretimento dalle nostre mamme o nonne che di fatto hanno vissuto una vita del genere.

Senza la consapevolezza che ci portiamo dentro tutta questa zavorra, e senza il nostro impegno per cambiare le cose prima di tutto all’interno di noi stesse, non ci può essere risveglio del femminile, né nessuna Donna della Nuova Era.

Chi è la donna della Nuova Era? È una donna che vive serenamente e gode della sessualità, che non si sente in colpa perché si concede i piaceri della vita, vive un rapporto di coppia soddisfacente, ha un rapporto sano con il suo corpo, vive la sua femminilità pur essendo una donna in carriera.

Penso che nessuna donna in Italia sia ancora così, almeno per il momento, sia a causa dei nostri blocchi interiori che a causa del tessuto sociale e della situazione politica ed economica del momento che comunque non lo permette.

Ma il primo vero cambiamento deve avvenire innanzitutto in noi stesse e con questo articolo voglio proprio esortarti a iniziare un lavoro interiore! Abbiamo molti strumenti per farlo, una grande varietà di terapie e terapeuti come mai prima di adesso e tantissimi strumenti.

Quello che cambi all’interno di te si riflette immancabilmente anche all’esterno e rappresenta il vero cambiamento, il cambio di rotta verso l’amore per te stessa.

Come ha scritto Susanna Tamaro nel suo celebre libro “Va’ dove ti porta il cuore”: per amare se stessi bisogna conoscersi in profondità, sapere tutto di sé, anche le cose più nascoste, le più difficili da accettare.

Personalmente ho sperimentato che è vero e non posso che farti un sincerio augurio affinché anche tu inizi ad amare veramente te stessa.

amare se stesse

Un caro abbraccio.

Maria.

 

Il Massaggio: controindicazioni generali

massaggio

Ciao e benritrovato o benritrovata :-)

Ultimamente ho parlato di argomenti riguardanti l’interiorità, perciò adesso torno con un post che parla di benessere.

Esistono differenti tecniche di massaggio e forse un articolo dal titolo “il massaggio: controindicazioni generali” può sembrare troppo generico o riduttivo, soprattutto se a parlarne è una persona con più di dieci anni di esperienza, ma in realtà le controindicazioni che sto per elencarti riguardano la maggioranza dei tipi di massaggio esistenti.

Il requisito fondamentale per sottoporsi a questo trattamento è essere sano, tuttavia il massaggio viene troppo spesso presentato come “adatto a tutti”, ma non è così, esistono delle controindicazioni.

Qualunque sia la tecnica utilizzata, comunque, il fine è sempre lo stesso: il benessere psicofisico.

Il massaggio esiste fin dall’antichità, se ne ritrovano testimonianze storiche in diverse culture dagli indù, ai greci, ai romani, ai cinesi. È la più antica terapia per il dolore.

Le controindicazioni del massaggio possono essere parziali o totali, ossia ci sono casi in cui il massaggio può essere effettuato parzialmente e casi in cui è completamente sconsigliato.

Tra le controindicazioni parziali ci sono gravidanza, ferite, lesioni, strappi muscolari. Parziali significa che ci si può sottoporre al massaggio, evitando di massaggiare però le zone dove c’è la ferita o lo strappo muscolare, l’addome per le donne incinte.

Apro una parentesi per le donne incinte, è sconsigliato sottoporsi al massaggio nei primi tre mesi di gravidanza, dopo è possibile farsi massaggiare evitando la zona dell’addome.

Nelle controindicazioni parziali rientrano alcuni tipi di manovre o manualità che è bene non effettuare in alcuni casi.

Tra le controindicazioni totali abbiamo invece: flebiti (infiammazione di vene), trombosi, schizzofrenia, malattie infettive della cute, nefriti, arteriosclerosi, infezioni in generale, stati febbrili, malattie di tipo dermatologico come erpes zoster o eritemi e dermatiti, cardiopatie, allergie in fase acuta, tumori, acne, micosi.

Perché ci sono queste controindicazioni?

Il massaggio ha molteplici effetti: stimola il sistema linfatico, agisce sul sistema muscolare e circolatorio, rigenera i tessuti del corpo, mantiene in equilibrio o corregge il funzionamento degli organi interni, accresce il metabolismo e migliora l’eliminazione delle scorie.

Di conseguenza è controindicato in tutte le malattie o affezioni in cui l’aumento del metabolismo e il miglioramento della circolazione sanguigna e linfatica possono rappresentare uno svantaggio e risultare deleterie.

Ci sono poi anche casi in cui il massaggio è consigliato e rappresenta uno strumento molto valido per alleviare il dolore, come nei casi di cervialgie, dorsalgie, lombalgie, torcicollo, contratture, cifosi, scoliosi. Alcuni tipi di massaggio sono indicati anche in caso di edemi e non dimentichiamoci dei meravigliosi risultati che si ottengono su cellulite e adiposità localizzata, oltre a una maggiore elasticità e rassodamento dei tessuti.

Se hai domande o desideri chiarimenti e approfondimenti su questo tema, se semplicemente vuoi esprimere la tua opinione, lascia pure un commento e ti risponderò quanto prima.

Arrivederci al prossimo post, un caro saluto.

Maria

 

Per te…

auguri natale

Denaro e Spiritualità

Ciao e ben ritrovato/a :-)

come vedi dal titolo oggi parlerò di denaro e spiritualità.

Questo post doveva essere scritto a quattro mani da me a dal mio compagno Simone poiché è stato un argomento che ci ha coinvolti entrambi di recente e avevamo voglia di chiarire e parlare di alcuni importanti concetti.

Poi però Simone ha iniziato a scrivere, e quello che doveva essere un semplice articolo si è trasformato in un ebook di 145 pagine!

Ne è venuto fuori un lavoro stupendo e io ne ho curato la parte grafica.

Denaro e Spiritualità è un argomento che in genere suscita molte discussioni… o meglio le discussioni nascono quando viene posta questa domanda:è giusto che un lavoro spirituale debba essere pagato? E infatti è stato proprio grazie a una discussione di questo tipo che è nata l’idea di dare una risposta :-) .

L’ebook che ne è venuto fuori getta una luce diversa su quella che in genere è la risposta (dal mio punto di vista sbagliata), che viene data alla domanda posta prima.

La maggior parte della gente pensa che un lavoro di tipo spirituale non debba essere pagato perché trattandosi di spirito e non di materia le due cose assolutamente non debbano essere mischiate e la chiesa cattolica ha ampiamente contribuito alla diffusione/formazione della forma pensiero DENARO CONTRO SPIRITUALITA’.

Perciò secondo questa “teoria”, tutti gli Operatori Olistici o Counselor, che nel loro lavoro utilizzano pratiche energetico/spirituali (come Reiki, Channelling, ecc, …) non dovrebbero chiedere un compenso in denaro.

Innanzi tutto partiamo dal fatto che ci stiamo avvicinando alla Nuova Era e quindi questo è un periodo di integrazione e non di divisione! Perciò in futuro, per la nostra Evoluzione, questa forma pensiero dualistica, dovrà necessariamente e sperabilmente rompersi in favore dell’integrazione e unione di queste due polarità.

Ci sono poi anche considerazioni di natura pratica, ad esempio: di che cosa vivrebbe tutta questa gente che mette con professionalità i propri doni e talenti al servizio di tutti? Anche loro sono esseri umani che vivono e camminano in mezzo a noi e hanno le loro spese e le loro scadenze ;-) . Sarebbe anche giusto riflettere sul lusso in cui vivono gli esponenti del Vaticano, mentre professano la “virtù” della povertà… sì, per l’appunto la nostra povertà, non la loro!

Inoltre, quando un servizio non viene pagato, spesso, la persona non pone la giusta attenzione e soprattutto non valuta e apprezza per quello che merita l’operatore. Tradotto non porta nel qui e ora l’insegnamento, la cura o il messaggio stesso che gli è pervenuto dagli Angeli, dalle sue Guide o dal terapeuta.

Infine, ma non meno importante, non pagare per la fruizione di un servizio spirituale, può portare a delle pericolose dinamiche di vincolo.

A questo punto per la spiegazione di questi principi che ti ho soltanto accennato, e sono solo alcuni aspetti della forma pensiero “denaro contro spiritualità”, lascio la parola a Simone e ti rimando al suo post introduttivo dove potrai anche scaricare l’ebook gratuitamente. Eccoti il link al suo articolo.

Un caro saluto e un abbraccio.

Maria

 

Esiste il destino? Esiste il libero arbitrio?

Ciao e benritrovato/a :-)

Oggi ti parlo di due grandi energie, destino e libero arbitrio, ed inizio dalle definizioni di queste parole.

Secondo dizionari.corriere.it il destino è una necessità che sembra determinare gli eventi e che appare esterna e superiore alla volontà dell’uomo, è inevitabile.”

Sempre secondo la stessa fonte “il destino è predeterminazione della vita umana in forza della quale il futuro è già deciso.”

Ecco invece la definizione di libero arbitrio secondo wikipedia:

“il libero arbitrio è il concetto filosofico e teologico secondo il quale ogni persona è libera di fare le sue scelte. Ciò si contrappone alle varie concezioni deterministiche secondo le quali la realtà è in qualche modo predeterminata (destino), per cui gli individui non possono compiere scelte perché ogni loro azione è predeterminata prima della loro nascita.”

Quando si parla di queste due grandi energie, è evidente che le persone riguardo all’argomento sono divise, infatti o si sposa una filosofia di pensiero oppure si abbraccia l’altra. Anche le definizioni appena riportate offrono una visione polarizzata secondo cui o si crede nel destino oppure si crede nel libero arbitrio.

Quindi la domanda è: esiste il destino? Ed esiste il libero arbitrio?

Secondo me sì, esistono entrambi.

Senz’ombra di dubbio tutti quanti nella nostra vita facciamo delle scelte (libero arbitrio) o almeno pensiamo di farle (e poi capirai perché), ma è anche vero che ci accadono cose che non scegliamo (destino).

Per questo motivo è meglio iniziare specificando cos’è il destino

Perché ci accadono determinate cose, che molto spesso non vogliamo o che troviamo terribili e che facciamo fatica ad accettare nonostante i nostri buoni propositi e le nostre scelte?

Risposta:

1) a causa del karma;

2) a causa dei condizionamenti;

3) a causa degli irretimenti familiari.

Ora ti spiego uno alla volta questi tre punti.

A causa del karma.

Benché nella cultura occidentale sia un concetto abbastanza poco diffuso, il karma è una delle leggi fondamentali dell’Universo la cui conoscenza è molto utile per la nostra evoluzione.

Il concetto di karma è strettamente collegato al concetto di reincarnazione.

Vivendo, vita dopo vita, commettiamo errori più o meno gravi o addirittura atrocità, come omicidi, suicidi, guerre, ecc. e il male che commettiamo prima o poi lo paghiamo sulla nostra pelle, perciò alcune cose che ci succedono sono l’espiazione di un karma negativo precedente. In un certo senso il karma personale può essere considerato come la conseguenza delle nostre scelte sbagliate fatte in vite precedenti. Quindi stai attento alle tue scelte perché hanno sempre delle conseguenze.

Questo viene compreso maggiormente nelle culture orientali. È, invece, una cosa abbastanza difficile da accettare nella nostra cultura soprattutto quando stiamo vivendo una situazione difficile. Comunque la causa può anche non essere riconducibile al karma.

A causa dei condizionamenti.

Infatti, alcune cose spiacevoli, possono essere imputate ai condizionamenti inconsci e non.

I condizionamenti agiscono in modo piuttosto subdolo quando non ne siamo consapevoli, pensiamo di essere noi a scegliere nella vita, ma in realtà sono i nostri condizionamenti che scelgono per noi e ci mettono a nostra insaputa in situazioni spiacevoli. Tra i condizionamenti sociali, religosi e culturali si potrebbe stilare un nutrito elenco… purtroppo :-/

A causa degli irretimenti familiari.

Il termine irretimenti familiari è stato coniato da Bert Hellinger, l’ideatore delle costellazioni familiari. Nella storia di ogni famiglia qualsiasi evento traumatico o violento vissuto da un antenato, qualsiasi mancanza di amore nelle relazioni, determina un ostacolo al libero fluire dell’energia all’interno del sistema familiare. Questo “nodo energetico” continua a manifestarsi in direzione dei discendenti i quali ereditano incosciamente questi irretimenti.

Gli irretimenti familiari, così come i condizionamenti, impediscono l’evoluzione e la libera espressione dell’individuo e possono attirare nella vita situazioni molto dolorose e pericolose, oltre che forti difficoltà nel manifestare sane relazioni affettive ed emotive. Quindi oltre al karma personale che l’anima porta con sè dalle vite precedenti e i condizionamenti, esiste un karma familiare che si eredita dai propri antenati sotto forma di irretimento familiare.

Dopo averti fatto questo elenco voglio spingerti a riflettere su una domanda che ti invito a porti considerando quello che hai appena letto:

secondo te esiste il libero arbitrio? Quando fai delle scelte sei sicuro di essere tu a scegliere e non i tuoi irretimenti e condizionamenti?

All’inizio di questo articolo ho detto che secondo me il libero arbitrio esiste tanto quanto il destino/karma/condizionamenti, ma con questa domanda in realtà voglio farti riflettere su un’altra cosa, secondo me vera:

la libertà di scelta è figlia della consapevolezza!

Senza la consapevolezza non sei tu a scegliere ma i tuoi irretimenti e condizionamenti…

Se è vero che esistono tutte queste realtà che ci ostacolano, è vero anche che non esiste problema senza soluzione :-) , la consapevolezza si acquisisce attraverso il lavoro interiore.

I condizionamenti e gli irretimenti si possono sciogliere e rielaborare, riguardo ai primi ci sono molte tecniche a disposizione (Theta Healing, EFT, ecc) mentre per gli irretimenti (che io sappia) ci sono le costellazioni familiari e le ricostruzioni energetiche familiari.

E il karma personale invece? A questo purtroppo e per fortuna non c’è soluzione, nel senso che è una cosa di cui occorre essere consapevoli e semplicemente accettare imparando la lezione.

Per accettare, però, non intendo in modo passivo ossia dire “è il mio karma e non posso farci niente”…
Ok, in parte quest’ultima affermazione è anche vera ;-) però, secondo me, è proprio qui che abbiamo la possibilità più grande di manifestare il nostro libero arbitrio.

Possiamo scegliere come reagire a un determinato evento nella nostra vita, possiamo usare quell’evento come stimolo per migliorare noi stessi interiormente ed esteriormente, un karma negativo può essere mitigato dalla nostra consapevolezza e dalle nostre buone azioni o anche semplicemente dal nostro atteggiamento.

Destino e libero arbitrio sono due grandi energie all’interno delle quali noi ci muoviamo nella nostra vita e per viverle entrambe al meglio è importante la nostra consapevolezza.

Se hai domande o dubbi o se vuoi esprimere la tua opinione, scrivimi un commento qui sotto e sarò lieta di risponderti.

Ti saluto e ti mando un grande abbraccio :-) , arrivederci al prossimo post.

Come raggiungere l’armonia esteriore e interiore?

Caro lettore, cara lettrice ben ritrovato/a :-)

A quasi un anno dall’apertura di questo blog è sorta in me la necessità di fare il punto della situazione, un po’ come quando si arriva a fine anno e si cominciano a tirare le somme dell’anno appena trascorso.

Anche se questo blog è stato ufficialmente aperto il 7 dicembre 2011, io ho iniziato a lavorare per la sua realizzazione a ottobre perciò, a distanza di un anno, questo periodo mi ricorda l’inizio di quello di cui tutti potete usufruire ora.

A proposito del blog, a quasi un anno dall’apertura ho anche avuto per la prima volta dei problemi tecnici. Infatti la pubblicazione di questo articolo era prevista giorni fa, ma in pratica “misteriosamente” non riuscivo più ad utilizzare nessuna funzione.

Perciò prima di andare avanti ringrazio gli sconosciuti tecnici che mi hanno fornito assistenza e risolto il problema e Michelangelo che ha permesso la comunicazione tra me e loro traducendo dall’italiano all’inglese e viceversa i messaggi che ci siamo scambiati.

Quindi, tornando a noi, dopo quasi un anno di scritti (tra ebook e articoli) mi sembra più che opportuno rispondere a questa domanda che senza punto interrogativo è il motto di LaVeraBellezza.com

La Vera Bellezza… ci sono molti aforismi a riguardo, ma la mia opinione è che La Vera Bellezza è data dalla somma della proprie qualità interiori ed esteriori.

La bellezza interiore deve e può incontrare e coniugare la bellezza esteriore.

Nella realtà che viviamo, invece, la bellezza esteriore e la bellezza interiore sono polarizzate tra loro.

La mia esperienza, lavorativa e non, mi ha portato ad osservare che le persone riguardo alla bellezza si dividono in due categorie più una:

1) Nella prima categoria rientrano tutti quelli che inseguono il modello di bellezza proposto da TV e giornali e che per quanto facciano, per quanti soldi spendano in prodotti estetici e trattamenti, non si sentono e non si vedono mai belle (o belli) e mai si sentiranno belle/belli se non iniziano a guardarsi in modo diverso e soprattutto anche interiormente. Sono le persone polarizzate con l’aspetto della bellezza esteriore e a cui manca l’integrazione della bellezza interiore.

2) Nella seconda categoria rientrano le persone che seguono percorsi spirituali, che pensano che prendersi cura di sé stessi esteticamente sia una cosa da persone superficiali perché dal loro punto di vista la bellezza interiore è più importante della bellezza esteriore. Sono quindi polarizzate con l’aspetto della bellezza interiore e si vede che non curano il loro aspetto fisico, sia nell’abbigliamento che nella cura del corpo… sono più o meno consapevoli delle loro qualità, ma poi guardando la loro vita, molto spesso non hanno un partner oppure non vivono la loro sessualità e probabilmente non ricevono un apprezzamento da tanto, tantissimo tempo. Sono le persone a cui manca l’integrazione della bellezza esteriore.

3) Infine, nella terza categoria ci sono un numero esiguo di persone che hanno capito che la bellezza è soggettiva e che è data dall’insieme delle proprie qualità interiori e dalla cura del proprio aspetto. Sono consapevoli dei loro pregi e dei loro difetti, sanno come valorizzarsi e non inseguono modelli deleteri e fasulli.

Forse questa può sembrarti una semplificazione, ma è il gioco di polarità in cui spesso si cade senza neanche accorgersene, certo ci possono essere delle sfumature personali diverse tra le prime due categorie, si può tendere più verso una categoria piuttosto che un’altra però difficilmente si è nella terza, almeno non qui in Italia. È anche per questo che dico due categorie più una anziché tre.

Chi si occupa prevalentemente della propria interiorità, e segue quindi percorsi spirituali, spesso si trova, ed è suo malgrado, completamente schiacciato dai condizionamenti cattolici e religiosi che spingono al quasi totale annullamento di se stessi in favore degli altri, che tradotto significa assoluta mancanza di attenzione e cura verso di sé (e non solo esteticamente), e questo schema colpisce soprattutto le donne.

Ma non solo, ci sono molti altri pericoli celati dietro ai percorsi spirituali, e a questo proposito ti invito a leggere questi post: Il pericolo della spiritualità e Il cammino interiore che spiegano la differenza tra percorso spirituale e percorso di crescita interiore.

Chi si occupa, invece, solo della propria esteriorità (e per esteriorità non intendo soltanto l’estetica) senza mai guardarsi dentro, finisce con il diventare una persona vuota, superficiale, preoccupata solo di se stessa, priva di empatia, molto attaccata alla materia, probabilmente invidiosa e snob…

Allora, come si raggiunge il punto 3, l’armonia esteriore e interiore?

Il punto di inizio è senz’altro il lavoro interiore, e ripeto il lavoro interiore, non spirituale.

Da qui, se appartieni alla prima categoria man mano che vai avanti ti aprirai anche a una maggiore cura di te stesso integrando la bellezza esteriore, se appartieni alla seconda categoria, invece, con l’integrazione e il riconoscimento, sia dei tuoi limiti che della tua bellezza interiore, non potrai altro che guadagnarci e accrescere la tua bellezza.

Tutto quello che fai in termini di lavoro interiore e miglioramento di te stesso, porta con sé di riflesso una maggiore bellezza esteriore perché la bellezza è anche una questione di atteggiamento interiore.
Comunque se vuoi approfondire che cosa è la bellezza, ti invito a leggere questo articolo.

Quello che ho scritto nell’ebook gratuito che puoi scaricare compilando il form in alto a destra, è in realtà, un ottimo punto di partenza per un lavoro di integrazione e unione delle due polarità riguardanti la bellezza, dà suggerimenti pratici sia per iniziare a esplorare la propria interiorità che per iniziare a prendersi cura di se stessi, ma il lavoro interiore va ben oltre questo e tocca un infinità di aspetti diversi della propria vita tutti interconessi tra loro e solo apparentemente separati.

Mi piace molto la frase di Alan W. Watts

il libro è un vital nutrimento, ma è solo un punto di partenza e non un riferimento perpetuo

ed è con questo spirito che secondo me ci si dovrebbe avvicinare a qualunque tipo di percorso di crescita interiore che NON inizia e finisce con la lettura di un libro, anzi… più si va avanti e più si ampliano i propri orizzonti.

Mi sembra di aver fatto un buon riassunto di quella che è l’anima di questo blog e di ciò che ho voluto trasmetterti in un anno e che riguarda la bellezza a 360 gradi.

Tra quello che stai leggendo adesso e i link che ti ho lasciato penso che hai abbastanza materiale per il momento :-)

Un caro saluto e un abbraccio.

Maria

 Ps. Lascia un commento e sarò lieta di risponderti.

L’Epilazione delle Sopracciglia

Ciao a tutti e ben ritrovati,
è da molto che non scrivo un post su questo blog e mi scuso, non ho mai avuto un’assenza così lunga fino a ora, ma torno con una sorpresa.

Dopo aver scritto su molti argomenti riguardanti il lavoro interiore, oggi scrivo di un argomento estetico anche se occuparsi della cura del proprio aspetto non è poi così diverso dal curare la propria interiorità, come mi dissero gli Angeli non molto tempo fa “l’energia segue il pensiero, l’energia segue anche l’immagine che osserva”.

Quello delle sopracciglia è uno degli argomenti più discussi in rete e non sempre ho letto cose corrette a riguardo…
Comunque visto che faccio l’estetista dal 1999 penso di essere qualificata e avere esperienza per discutere in merito.

Innanzi tutto voglio farti notare la differenza tra epilazione e depilazione citando le definizioni dell’enciclopedia wikipedia:

L’epilazione è l’asportazione del pelo, in tutte le sue parti che sono stelo, bulbo e radice. Differisce dalla depilazione, dove il pelo viene “tagliato” e non si asporta il bulbo pilifero.

L’ho specificato perché praticamente tutti quanti, quando si parla di questo argomento usano il termine depilazione…

Le sopracciglia sono davvero importanti per equilibrare la forma di un viso e correggere tante altre piccole imperfezioni, sono la cornice dello sguardo e una corretta epilazione è molto utile per migliorare il proprio aspetto, sono infatti una delle basi essenziali per un buon make up.

L’argomento è abbastanza articolato e non basta un solo post per parlarne in maniera esauriente perciò dalla mia idea di parlare di questo argomento è nato un report che ho intitolato “Come Armonizzare il Viso con L’Epilazione delle Sopracciglia” e sarà un omaggio per i soli iscritti alla mia lista.

Era da tempo che volevo omaggiare le persone che mi seguono e che mi hanno dato fiducia per prime, se hai ricevuto un e-mail che ti ha avvisato della presenza di un nuovo articolo sul mio blog, vuol dire che sei già iscritto alla mia lista e presto riceverai un’altra mail con il link per scaricare l’omaggio :-) .


Ecco che cosa scoprirai nel mio report:

  • Qual è la sopracciglia ideale.
  • Come si epilano le sopracciglia.
  • Qual è la sopracciglia più adatta al tuo viso.
  • Qual è la sopracciglia più adatta ai tuoi occhi.
  • Come fare ad ottenere ciascuna delle forme spiegate.
  • Tanti piccoli e utili suggerimenti e correzioni.

Chissà se sono riuscita ad incuriosirti abbastanza… volevo farti un bel regalo :-) e ci ho messo molto tempo per cercare di rendere questo argomento complicato il più semplice possibile.

Ogni spiegazione è corredata di immagini e schemi esplicativi, è un lavoro unico e completo, non c’è nient’altro di simile in rete.

Quando avrai finito di leggerlo, vieni a commentarlo in questa pagina :-) .

Grazie di cuore, un abbraccio e a presto.
Maria