Benritrovati a tutti,
eccomi qui a continuare l’argomento iniziato nel precedente articolo
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Brevemente riassumo quanto detto in precedenza:
- Il principio fondamentale della permacultura è la progettazione che si basa sull’osservazione dei sistemi naturali e quindi la creazione di un tipo di agricoltura in armonia con la natura. Si tratta di una progettazione etica che rispetta e si integra con la natura e implica responsabilità. ……………………………………………………………………………………………………………………………………
- La regola numero uno per un efficace ed efficiente progettazione è: CONSIDERARE LE CONSEGUENZE A LUNGO TERMINE DELLE PROPRIE AZIONI E PIANIFICARE IN DIREZIONE DELLA SOSTENIBILITA’. …………………………………………………………………………………………………….
- I primi 6 principi della permacultura sono: ubicazione relativa, ciascun elemento svolge funzioni molteplici, ogni funzione importante è supportata da più elementi, pianificazione energetica efficiente, uso di risorse biologiche, il ciclo dell’energia.
Eccoti il link diretto per leggere il precedente post: CLICCA QUI! Mentre adesso proseguiamo con gli altri 5 principi. Buona lettura
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Sistemi intensivi su piccola scala.
Questo concetto secondo me è il futuro dell’agricoltura. ……………………………. Ossia tante piccole realtà agricole che collaborano tra loro e che sostituiscono l’agricoltura estensiva che c’è adesso e che crea molti problemi sia economici che ambientali. Un piccolo sito completamente sotto controllo, con la maggior parte del terreno utilizzata efficacemente e seguendo i principi esposti finora, abbassa tantissimo l’impatto ambientale e produce frutta, verdura e carne di qualità senza l’utilizzo di pesticidi. E’ un metodo che comporta molto lavoro all’inizio (osservazione, progettazione), ma paga nel lungo termine, perché tutto quello che viene speso in termini anche di fatica iniziale viene poi ricompensato da un sistema che dura nel tempo, essendo pensato per auto alimentarsi e sfruttando intelligemente le risorse disponibili, riduce al minimo l’intervento umano rispetto alla normale agricoltura convenzionale.
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Accellerare la successione e l’evoluzione.
Nella permacultura si cerca di dirigere e accelerare il processo naturale di successione dell’ecosistema per creare, nel minor tempo possibile, l’habitat più adatto alle specie che si vogliono coltivare nel rispetto dell’ecosistema stesso, anziché intervenire con lavorazioni che comportano molto dispendio energetico e inquinamento. Si può raggiungere questo obiettivo utilizzando la vegetazione già presente, introducendo piante autoctone, innalzando il contenuto di sostanza organica e introducendo nel sistema al contempo, a varie fasi e livelli, le piante utili che vogliamo coltivare.
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Diversità.
Contrariamente ai sistemi monocolturali a cui assistiamo oggi con l’attuale agricoltura convenzionale, in permacultura (ma anche in altre tecniche colturali alternative) si scelgono sistemi policolturali. I sistemi agricoli misti sono più stabili di quelli monocolturali anche dal punto di vista economico. Naturalmente, affinché sia stabile, il sistema policolturale dev’essere composto da specie cooperative e che non si danneggiano a vicenda. …………………………….. Se si vogliono coltivare elementi diversi, si possono separare gli elementi dannosi con piante o strutture apposite. La diversità, quindi, non è legata al numero di elementi differenti, ma al numero di connessioni funzionali. …………… Un sistema agricolo concepito in questo modo, unitamente ai principi già esposti, contribuisce al controllo dei parassiti e delle infestanti e protegge l’intero sistema.

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Effetto margine.
Che cos’è un margine? Un margine, o meglio, una zona di margine, è una zona di confine tra due sistemi ecologici come quella tra orto e frutteto, oppure tra terra e acqua, o bosco e pascolo, gli esempi possono essere molteplici. ……….... Le zone di margine sono molto produttive perché consentono di utilizzare le risorse provenienti da entrambi i sistemi ecologici. Il discorso è molto simile a quello espresso nel principio di “ubicazione relativa”. ……….. Costruendo, ad esempio, case in una zona di margine posso utilizzare le risorse di più ecosistemi. Naturalmente l’esempio appena fatto ha senso se l’uomo preserva i benefici della natura anziché distruggerli (vedi un po’ come siamo messi in Italia: uno dei paesi più cementificati al mondo :-/). ………………. La zona di margine, comunque, può avere molteplici funzioni e serve anche a delimitare e controllare efficacemente i diversi settori dell’intero sistema.……….. Anche la forma del margine può essere progettata in modo da ottenere il massimo vantaggio da essa.

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Principi attitudinali.
Questi principi a differenza dei precedenti riguardano maggiormente le persone e le loro attidudini piuttosto che l’agricoltura. ………………………………………………………. Il primo principio è “ciascuna risorsa può costituire un vantaggio o uno svantaggio secondo l’uso che se ne fa. Quindi ogni cosa funziona nelle due direzioni”. Uno svantaggio o un problema può diventare una risorsa se riusciamo a trovare il modo per farne uso positivamente e questo introduce il secondo principio attitudinale perché per riuscire a fare questo servono informazioni e immaginazione. Per la buona riuscita di un sistema è necessario utilizzare la capacità di ricavare informazioni ed elaborarle, oltre alle risorse fisiche e questo si riaggancia all’inizio del precedente post in cui ho iniziato a parlare dell’argomento perché l’osservazione e la progettazione sono l’anima della permacultura.
Mi ha fatto piacere parlarti di questo argomento che sento molto dentro
Sentiti libero di esprimere la tua opinione nell’area commenti.
Un abbraccio
Maria
Il principio fondamentale della permacultura è la progettazione che si basa sull’osservazione dei sistemi naturali e quindi la creazione di un tipo di agricoltura in armonia con la natura.
Il ciclo di energia a cui si fa riferimento è quello interno al sistema preso in considerazione e quindi si può riferire, ad esempio, a un singolo appezzamento di terreno con casa annessa o a un’azienda agricola vera e propria. Sia nell’uno che nell’altro caso, uno degli scopi della permacultura è quello di catturare, conservare e utilizzare i flussi energetici prima che essi si degradino in forme non più disponibili per l’uomo (secondo principio della termodinamica). Infatti, prima che l’energia proveniente da vento, letame, sole, acqua, ecc. fluisca fuori dal sistema, si possono creare dei punti di impiego lungo il percorso che va dalla fonte allo scarico. A primo impatto può sembrare una cosa complessa, ma in realtà non lo è. Questo principio si può riassumere in conservazione o accumulo di energia. Quindi, se prendo ad esempio la fonte di energia acqua, posso sfruttare al massimo questo elemento attraverso dei bacini di raccolta e conservazione che se posti in quota mi danno anche modo di utilizzare ulteriormente la sua energia cinetica (possibilità di avere in casa o in azienda acqua senza l’utilizzo di pompe elettriche). Oppure se voglio sfruttare il vento per accumulare energia userò delle pale eoliche
Ciao e benritrovato 
Benvenuti a tutti 














